{"status":"ok","message-type":"work","message-version":"1.0.0","message":{"indexed":{"date-parts":[[2026,1,27]],"date-time":"2026-01-27T06:46:50Z","timestamp":1769496410048,"version":"3.49.0"},"reference-count":0,"publisher":"Il Pensiero Scientifico Editore","issue":"11","content-domain":{"domain":[],"crossmark-restriction":false},"short-container-title":[],"published-print":{"date-parts":[[2018,11,1]]},"abstract":"<jats:p>La disfunzione intestinale indotta da oppiodi comprende diversi disturbi gastrointestinali. Il pi\u00f9 delle volte pu\u00f2 essere altamente debilitante, deteriorando significativamente la qualit\u00e0 di vita dei pazienti. In particolare, la costipazione indotta da oppioidi (CIO) \u00e8 il sintomo pi\u00f9 frequente. Pertanto i pazienti con malattia oncoematologica necessitano di particolari attenzioni per tali sintomi invalidanti, prevenendoli se possibile con corretta valutazione della dieta, dell\u2019et\u00e0, delle abitudini intestinali, della storia di disturbi intestinali pregressi e degli effetti costipanti di altri farmaci concomitanti. Se queste misure non sono sufficienti a regolarizzare le funzioni intestinali, si pu\u00f2 ricorrere a una terapia medica utilizzando lassativi comuni su base osmotica. La resistenza al trattamento con lassativi ad azione osmotica per pi\u00f9 di tre giorni in paziente in terapia con oppioidi da almeno due settimane pone l\u2019attenzione sull\u2019utilizzo di diversi agenti approvati, come il naloxone peghilato (naloxegol). Riportiamo qui il caso clinico di un paziente trattato con questa nuova molecola sia per testarne l\u2019efficacia sia per fugare ogni dubbio sulla possibilit\u00e0 di peggioramento di controllo del dolore legato al suo utilizzo.<\/jats:p>","DOI":"10.1701\/3031.30300","type":"journal-article","created":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T20:55:29Z","timestamp":1769460929000},"source":"Crossref","is-referenced-by-count":0,"title":["Naloxone peghilato nel trattamento della stipsi resistente indotta da oppioidi in pazienti oncoematologici: un caso clinico"],"prefix":"10.1701","volume":"109","author":[{"given":"Gregorio Antonio","family":"Brunetti","sequence":"first","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]}],"member":"55112","container-title":["Recenti Progressi in Medicina"],"original-title":[],"deposited":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T20:55:29Z","timestamp":1769460929000},"score":1,"resource":{"primary":{"URL":"https:\/\/www.recentiprogressi.it\/articoli.php?archivio=yes&vol_id=3031&id=30300"}},"subtitle":[],"short-title":[],"issued":{"date-parts":[[2018,11,1]]},"references-count":0,"journal-issue":{"issue":"11","published-print":{"date-parts":[[2018,11,1]]}},"URL":"https:\/\/doi.org\/10.1701\/3031.30300","relation":{},"ISSN":["0034-1193"],"issn-type":[{"value":"0034-1193","type":"print"}],"subject":[],"published":{"date-parts":[[2018,11,1]]}}}