{"status":"ok","message-type":"work","message-version":"1.0.0","message":{"indexed":{"date-parts":[[2026,1,27]],"date-time":"2026-01-27T09:38:49Z","timestamp":1769506729671,"version":"3.49.0"},"reference-count":0,"publisher":"Il Pensiero Scientifico Editore","issue":"12","content-domain":{"domain":[],"crossmark-restriction":false},"short-container-title":[],"published-print":{"date-parts":[[2025,12,1]]},"abstract":"<jats:p>La nutrizione parenterale (NP), sviluppata dagli anni \u201960 con i lavori pionieristici di Dudrick, rappresenta oggi un\u2019opzione terapeutica sicura sia come supporto esclusivo sia in integrazione alla nutrizione enterale (NE). Nei pazienti critici, il rischio di malnutrizione \u00e8 elevato a causa di profonde alterazioni metaboliche e la terapia nutrizionale deve essere modulata in base alla fase di malattia, evitando sia l\u2019overfeeding che l\u2019underfeeding. Presentiamo il caso di un adolescente politraumatizzato ricoverato in terapia intensiva dopo un grave incidente motociclistico. Dopo una fase iniziale di stabilizzazione, \u00e8 stata avviata la NE precoce, incrementata fino al 75% del fabbisogno calorico stimato. L\u2019insorgenza di intolleranza (vomito e ristagno gastrico - RG) associata ad alterazioni degli indici di colestasi e citolisi epatica ha reso necessario ridurre la NE e considerare strategie alternative. In assenza di miglioramento, si \u00e8 optato per l\u2019avvio di una nutrizione parenterale supplementare (NPS), con miscela iperproteica, modulazione prudenziale dei lipidi e supplementazione quotidiana di micronutrienti. La NE \u00e8 stata comunque mantenuta a basso dosaggio con finalit\u00e0 trofica. Con il progressivo recupero clinico, la riduzione del RG, la canalizzazione intestinale, la NE \u00e8 stata aumentata fino a raggiungere il fabbisogno calorico, consentendo la sospensione della NPS e la successiva transizione all\u2019alimentazione orale. Questo caso sottolinea come, in terapia intensiva, NE e NP non vadano considerate alternative gerarchiche ma strumenti complementari, da modulare in modo personalizzato e multidisciplinare. Una gestione mirata consente di garantire un adeguato apporto nutrizionale, prevenire complicanze e migliorare gli esiti clinici nei pazienti critici.<\/jats:p>","DOI":"10.1701\/4619.46289","type":"journal-article","created":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T22:48:56Z","timestamp":1769467736000},"source":"Crossref","is-referenced-by-count":0,"title":["Approccio integrato alla nutrizione enterale e parenterale in terapia intensiva: un caso clinico"],"prefix":"10.1701","volume":"116","author":[{"given":"Francesca","family":"Collino","sequence":"first","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Greta","family":"Ferruzzi","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Edoardo","family":"Mossetti","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Fabio","family":"Merlo","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Maurizio","family":"Berardino","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]}],"member":"55112","container-title":["Recenti Progressi in Medicina"],"original-title":[],"deposited":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T22:48:56Z","timestamp":1769467736000},"score":1,"resource":{"primary":{"URL":"https:\/\/www.recentiprogressi.it\/articoli.php?archivio=yes&vol_id=4619&id=46289"}},"subtitle":[],"short-title":[],"issued":{"date-parts":[[2025,12,1]]},"references-count":0,"journal-issue":{"issue":"12","published-print":{"date-parts":[[2025,12,1]]}},"URL":"https:\/\/doi.org\/10.1701\/4619.46289","relation":{},"ISSN":["0034-1193"],"issn-type":[{"value":"0034-1193","type":"print"}],"subject":[],"published":{"date-parts":[[2025,12,1]]}}}