{"status":"ok","message-type":"work","message-version":"1.0.0","message":{"indexed":{"date-parts":[[2026,1,27]],"date-time":"2026-01-27T19:24:37Z","timestamp":1769541877359,"version":"3.49.0"},"reference-count":0,"publisher":"Il Pensiero Scientifico Editore","issue":"1","content-domain":{"domain":[],"crossmark-restriction":false},"short-container-title":[],"published-print":{"date-parts":[[2018,1,1]]},"abstract":"<jats:p>Scopo. I disturbi depressivi sono stati associati alla malattia di Alzheimer (AD), ma il loro ruolo come possibile sintomo predittivo, fattore di rischio o reattivo non \u00e8 ancora stato completamente studiato. Lo scopo di questa revisione \u00e8 di analizzare la relazione tra depressione e AD, in modo da comprendere se le manifestazioni depressive si instaurino prima della comparsa di AD oppure siano una diretta conseguenza del disturbo a causa del declino cognitivo percepito che si verifica nelle fasi iniziali di AD. Metodo. \u00c8 stata effettuata una revisione sistematica della letteratura scientifica pubblicata dal 2010 al 2016, attraverso una ricerca su banche dati online (PsycINFO, PubMed, Scopus, Web of Science, Web of Knowledge) di studi osservazionali e di revisioni della letteratura, utilizzando termini legati alla depressione e all\u2019AD. Risultati. Sono stati inclusi 29 studi. La maggior parte delle revisioni ha rilevato che la depressione \u00e8 positivamente correlata a un incremento della probabilit\u00e0 di sviluppare AD, suggerendo che essa pu\u00f2 essere un fattore di rischio per AD. La frequenza e la gravit\u00e0 degli episodi di depressione sembrano aumentare questa eventualit\u00e0. I risultati tuttavia sono contradditori rispetto a una possibile differenza di rischio tra depressione precoce o tardiva nel determinare la comparsa di AD. Conclusioni. I disturbi depressivi possono essere sia un sintomo prodromico sia un fattore di rischio per l\u2019AD, anche se quest\u2019ultima \u00e8 al momento l\u2019ipotesi pi\u00f9 accreditata. \u00c8 emersa solo una prova a favore dell\u2019ipotesi di depressione come reazione emotiva alla perdita di competenze cognitive che avvengono nell\u2019AD.<\/jats:p>","DOI":"10.1708\/2866.28920","type":"journal-article","created":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T20:45:45Z","timestamp":1769460345000},"source":"Crossref","is-referenced-by-count":0,"title":["L\u2019origine della depressione nella malattia di Alzheimer: una revisione della letteratura"],"prefix":"10.1708","volume":"53","author":[{"given":"Maria Catena","family":"Quattropani","sequence":"first","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Vittorio","family":"Lenzo","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Vanessa","family":"Armieri","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Antonella","family":"Filastro","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]}],"member":"55112","container-title":["Rivista di Psichiatria"],"original-title":[],"deposited":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T20:45:45Z","timestamp":1769460345000},"score":1,"resource":{"primary":{"URL":"https:\/\/www.rivistadipsichiatria.it\/articoli.php?archivio=yes&vol_id=2866&id=28920"}},"subtitle":[],"short-title":[],"issued":{"date-parts":[[2018,1,1]]},"references-count":0,"journal-issue":{"issue":"1","published-print":{"date-parts":[[2018,1,1]]}},"URL":"https:\/\/doi.org\/10.1708\/2866.28920","relation":{},"ISSN":["0035-6484"],"issn-type":[{"value":"0035-6484","type":"print"}],"subject":[],"published":{"date-parts":[[2018,1,1]]}}}