{"status":"ok","message-type":"work","message-version":"1.0.0","message":{"indexed":{"date-parts":[[2026,1,27]],"date-time":"2026-01-27T05:46:08Z","timestamp":1769492768533,"version":"3.49.0"},"reference-count":0,"publisher":"Il Pensiero Scientifico Editore","issue":"11","content-domain":{"domain":[],"crossmark-restriction":false},"short-container-title":[],"published-print":{"date-parts":[[2012,11,1]]},"abstract":"<jats:p>La fibrillazione atriale (FA) \u00e8 un fattore di rischio importante per l\u2019ictus cerebrovascolare ischemico, e la terapia antitrombotica \u00e8 qui indicata in base alla stratificazione del rischio tromboembolico e del rischio emorragico del paziente. Evidenze recenti indicano la possibilit\u00e0 di sostituire i farmaci anticoagulanti orali tradizionali anti-vitamina K, la cui efficacia nella prevenzione dell\u2019ictus nei pazienti con FA \u00e8 stata ampiamente dimostrata, con nuovi anticoagulanti orali (NAO), meglio tollerati e pi\u00f9 maneggevoli, con un pi\u00f9 basso rischio di emorragia intracranica, senza interazioni alimentari, minori interazioni farmacologiche, e che non richiedono un frequente monitoraggio di laboratorio per l\u2019ottimizzazione del dosaggio. Tra i NAO, il dabigatran etexilato \u00e8 un potente inibitore diretto competitivo della trombina. \u00c8 stato valutato sui pazienti con FA nello studio RE-LY, che ha mostrato, alla dose di 150 mg bid, una minore incidenza di ictus ed embolia sistemica con incidenza simile di emorragie maggiori rispetto al warfarin, e, alla dose di 110 mg bid, una non inferiorit\u00e0 rispetto al warfarin in termini di ictus ed embolia sistemica con una minore incidenza di emorragie maggiori. Accanto al dabigatran, altri NAO, appartenenti al gruppo degli inibitori orali del fattore Xa, stanno emergendo per la prevenzione degli eventi tromboembolici nella FA. Nonostante gli ovvi vantaggi dei NAO sugli anti-vitamina K, sono necessarie informazioni ulteriori per capire quali pazienti possano avvantaggiarsi maggiormente del beneficio da parte dei NAO, sulla base della loro farmacocinetica e delle caratteristiche dei pazienti. \u00c8 necessario inoltre stabilirne efficacia e sicurezza a lungo termine nella vita reale.<\/jats:p>","DOI":"10.1714\/1179.13063","type":"journal-article","created":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T19:35:26Z","timestamp":1769456126000},"source":"Crossref","is-referenced-by-count":0,"title":["Il dabigatran come alternativa al warfarin nella prevenzione del tromboembolismo nella fibrillazione atriale"],"prefix":"10.1714","volume":"13","author":[{"given":"Raffaele","family":"De Caterina","sequence":"first","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Giulia","family":"Renda","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]}],"member":"55112","container-title":["Giornale Italiano di Cardiologia"],"original-title":[],"deposited":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T19:35:26Z","timestamp":1769456126000},"score":1,"resource":{"primary":{"URL":"https:\/\/www.giornaledicardiologia.it\/articoli.php?archivio=yes&vol_id=1179&id=13063"}},"subtitle":[],"short-title":[],"issued":{"date-parts":[[2012,11,1]]},"references-count":0,"journal-issue":{"issue":"11","published-print":{"date-parts":[[2012,11,1]]}},"URL":"https:\/\/doi.org\/10.1714\/1179.13063","relation":{},"ISSN":["1827-6806"],"issn-type":[{"value":"1827-6806","type":"print"}],"subject":[],"published":{"date-parts":[[2012,11,1]]}}}