{"status":"ok","message-type":"work","message-version":"1.0.0","message":{"indexed":{"date-parts":[[2026,1,27]],"date-time":"2026-01-27T06:23:54Z","timestamp":1769495034625,"version":"3.49.0"},"reference-count":0,"publisher":"Il Pensiero Scientifico Editore","issue":"11","content-domain":{"domain":[],"crossmark-restriction":false},"short-container-title":[],"published-print":{"date-parts":[[2015,11,1]]},"abstract":"<jats:p>L\u2019efficacia dei farmaci antiaritmici (FAA) nella prevenzione della fibrillazione atriale (FA) ricorrente (parossistica o persistente) \u00e8 piuttosto modesta, in quanto si osservano recidive sintomatiche ad 1 anno in ~50% dei pazienti. Per tale motivo sono state proposte nuove terapie, ma solo l\u2019ablazione transcatetere ha offerto buoni risultati. Su quest\u2019ultima sono disponibili dati forti soltanto in pazienti relativamente giovani, senza una cardiopatia rilevante e con FA refrattaria ai FAA. In questa rassegna \u00e8 stata condotta un\u2019analisi sia delle revisioni sistematiche dei trial\/metanalisi che dei registri, che meglio riflettono il mondo reale, ed \u00e8 emerso che l\u2019ablazione ha un successo ad 1 anno nel 70-80% dei pazienti con le sopracitate caratteristiche. Tuttavia il successo ad 1 anno di una singola procedura, in assenza di FAA, \u00e8 soltanto del 47-57% nei trial ed appare ancora pi\u00f9 basso nel mondo reale (30-40%). Al successo finale concorrono le procedure ripetute nel 15-40% dei pazienti e i FAA, inefficaci prima dell\u2019ablazione, somministrati nel mondo reale a ~40-50% dei pazienti ad 1 anno e a ~60% a 2 anni. Tali farmaci contribuiscono al successo ad 1 anno della procedura nel ~15% dei pazienti nei trial e in una percentuale sicuramente maggiore, anche se non chiaramente definibile, nel mondo reale. Considerando che ~10-12% dei pazienti accusano le prime recidive sintomatiche soltanto 1-2 anni dopo l\u2019ablazione ed altri negli anni successivi, i FAA hanno ancora oggi un ruolo molto importante nella gestione dei pazienti con FA ricorrente senza una cardiopatia rilevante, non solo come trattamento di prima scelta, ma anche nei pazienti sottoposti a procedura ablativa. Quest\u2019ultima si pone pertanto pi\u00f9 come una procedura ad integrazione che in alternativa a tali farmaci; in altre parole l\u2019associazione ablazione\u2013FAA \u00e8 pi\u00f9 efficace dei soli farmaci.<\/jats:p>","DOI":"10.1714\/2066.22430","type":"journal-article","created":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T20:16:51Z","timestamp":1769458611000},"source":"Crossref","is-referenced-by-count":0,"title":["Quale ruolo oggi dei farmaci antiaritmici nei pazienti con fibrillazione atriale ricorrente senza una cardiopatia rilevante?"],"prefix":"10.1714","volume":"16","author":[{"given":"Paolo","family":"Alboni","sequence":"first","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]}],"member":"55112","container-title":["Giornale Italiano di Cardiologia"],"original-title":[],"deposited":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T20:16:51Z","timestamp":1769458611000},"score":1,"resource":{"primary":{"URL":"https:\/\/www.giornaledicardiologia.it\/articoli.php?archivio=yes&vol_id=2066&id=22430"}},"subtitle":[],"short-title":[],"issued":{"date-parts":[[2015,11,1]]},"references-count":0,"journal-issue":{"issue":"11","published-print":{"date-parts":[[2015,11,1]]}},"URL":"https:\/\/doi.org\/10.1714\/2066.22430","relation":{},"ISSN":["1827-6806"],"issn-type":[{"value":"1827-6806","type":"print"}],"subject":[],"published":{"date-parts":[[2015,11,1]]}}}