{"status":"ok","message-type":"work","message-version":"1.0.0","message":{"indexed":{"date-parts":[[2026,1,27]],"date-time":"2026-01-27T06:31:06Z","timestamp":1769495466339,"version":"3.49.0"},"reference-count":0,"publisher":"Il Pensiero Scientifico Editore","issue":"5","content-domain":{"domain":[],"crossmark-restriction":false},"short-container-title":[],"published-print":{"date-parts":[[2016,5,1]]},"abstract":"<jats:p>Il trattamento antipertensivo ha l\u2019obiettivo di ottenere la massima riduzione possibile in termini di morbilit\u00e0 e mortalit\u00e0. Le principali linee guida internazionali e diversi trial clinici hanno assunto spesso differenti posizioni riguardo ai target pressori. Ad oggi non esiste un\u2019opinione comune riguardo ai benefici di un trattamento aggressivo e non \u00e8 chiaro se oltre a un certo livello di riduzione non si registrano pi\u00f9 benefici, e addirittura morbilit\u00e0 e mortalit\u00e0 riprendono a crescere. Lo studio SPRINT recentemente pubblicato ha confrontato soggetti ipertesi non diabetici randomizzati a trattamento intensivo vs trattamento standard. Si \u00e8 evidenziato un beneficio nei soggetti sottoposti a trattamento intensivo, ma in alcune sottopopolazioni dello studio questo dato non \u00e8 stato confermato. Esaminando i dati derivanti da studi condotti su ipertesi nefropatici e cardiopatici le evidenze a nostra disposizione mostrano che in termini di riduzione di eventi cardiovascolari, nei soggetti affetti da queste patologie, non esistono dati certi sul vantaggio di mantenere valori molto bassi di pressione arteriosa. Nei pazienti geriatrici il paradigma \u201clower is better\u201d \u00e8 solo parzialmente applicabile, in quanto nei soggetti anziani si rendono necessarie specifiche valutazioni sulla gestione della pressione arteriosa, dipendenti dalle comorbilit\u00e0, dall\u2019et\u00e0 biologica o dal livello di fragilit\u00e0.<\/jats:p>","DOI":"10.1714\/2252.24256","type":"journal-article","created":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T20:23:13Z","timestamp":1769458993000},"source":"Crossref","is-referenced-by-count":0,"title":["Pressione arteriosa: pi\u00f9 bassa \u00e8, meglio \u00e8? Forse no"],"prefix":"10.1714","volume":"17","author":[{"given":"Damiano","family":"Parretti","sequence":"first","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Luca","family":"Parretti","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Alessandra","family":"Medolla","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]}],"member":"55112","container-title":["Giornale Italiano di Cardiologia"],"original-title":[],"deposited":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T20:23:14Z","timestamp":1769458994000},"score":1,"resource":{"primary":{"URL":"https:\/\/www.giornaledicardiologia.it\/articoli.php?archivio=yes&vol_id=2252&id=24256"}},"subtitle":[],"short-title":[],"issued":{"date-parts":[[2016,5,1]]},"references-count":0,"journal-issue":{"issue":"5","published-print":{"date-parts":[[2016,5,1]]}},"URL":"https:\/\/doi.org\/10.1714\/2252.24256","relation":{},"ISSN":["1827-6806"],"issn-type":[{"value":"1827-6806","type":"print"}],"subject":[],"published":{"date-parts":[[2016,5,1]]}}}