{"status":"ok","message-type":"work","message-version":"1.0.0","message":{"indexed":{"date-parts":[[2026,1,29]],"date-time":"2026-01-29T09:01:56Z","timestamp":1769677316348,"version":"3.49.0"},"reference-count":0,"publisher":"Il Pensiero Scientifico Editore","issue":"11","content-domain":{"domain":[],"crossmark-restriction":false},"short-container-title":[],"published-print":{"date-parts":[[2016,11,1]]},"abstract":"<jats:p>La dissezione acuta dell\u2019aorta di tipo A (AADA) \u00e8 una patologia dall\u2019impatto catastrofico sulla vita dei pazienti che ne sono colpiti. Nonostante l\u2019affinamento delle metodiche diagnostiche, dei progressi in campo anestesiologico e chirurgico, la mortalit\u00e0 postoperatoria rimane drammaticamente alta, con un range compreso tra il 15% e il 30%. Il management dell\u2019AADA implica, infatti, un approccio chirurgico complesso, una gestione anestesiologica perioperatoria impegnativa e un follow-up altamente specifico, soprattutto per il monitoraggio di possibili complicazioni tardive che spesso susseguono alla dissezione. Numerosi registri internazionali sono stati creati al fine di delineare attraverso la raccolta meticolosa di dati ed esperienze le basi per offrire un\u2019ottimale gestione clinico-chirurgica del paziente affetto da AADA. Diversi sono, tuttavia, le lacune ed i punti dibattuti sul management appropriato dell\u2019ADAA. Un utilizzo sempre pi\u00f9 diffuso della cosiddetta \u201cchirurgia ibrida\u201d e un approccio chirurgico pi\u00f9 radicale ed estensivo a livello del bulbo aortico e dell\u2019arco aortico sembrerebbero garantire un migliore outcome per le complicanze tardive della patologia dissecativa. Le recenti evidenze scientifiche riportanti i risultati eccellenti in termini di mortalit\u00e0 operatoria ottenuti nei centri a maggiore volume, sembrerebbero chiaramente suggerire la creazione di super-centri regionali ad alto volume con un team polispecialistico di figure professionali dedicato al trattamento dell\u2019AADA.<\/jats:p>","DOI":"10.1714\/2498.26194","type":"journal-article","created":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T20:30:18Z","timestamp":1769459418000},"source":"Crossref","is-referenced-by-count":0,"title":["Dissezione acuta dell\u2019aorta di tipo A: uno sguardo al presente, imparando dal passato"],"prefix":"10.1714","volume":"17","author":[{"given":"Claudio F.","family":"Russo","sequence":"first","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Giovanni","family":"Mariscalco","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Pasquale","family":"Sant\u00e9","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]}],"member":"55112","container-title":["Giornale Italiano di Cardiologia"],"original-title":[],"deposited":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T20:30:18Z","timestamp":1769459418000},"score":1,"resource":{"primary":{"URL":"https:\/\/www.giornaledicardiologia.it\/articoli.php?archivio=yes&vol_id=2498&id=26194"}},"subtitle":[],"short-title":[],"issued":{"date-parts":[[2016,11,1]]},"references-count":0,"journal-issue":{"issue":"11","published-print":{"date-parts":[[2016,11,1]]}},"URL":"https:\/\/doi.org\/10.1714\/2498.26194","relation":{},"ISSN":["1827-6806"],"issn-type":[{"value":"1827-6806","type":"print"}],"subject":[],"published":{"date-parts":[[2016,11,1]]}}}