{"status":"ok","message-type":"work","message-version":"1.0.0","message":{"indexed":{"date-parts":[[2026,1,27]],"date-time":"2026-01-27T08:21:55Z","timestamp":1769502115605,"version":"3.49.0"},"reference-count":0,"publisher":"Il Pensiero Scientifico Editore","issue":"10","content-domain":{"domain":[],"crossmark-restriction":false},"short-container-title":[],"published-print":{"date-parts":[[2022,10,1]]},"abstract":"<jats:p>L\u2019efficacia dell\u2019aspirina nella riduzione di eventi aterotrombotici in prevenzione cardiovascolare secondaria \u00e8 ampiamente accettata. Per contro, le evidenze scientifiche riguardo al suo utilizzo in prevenzione primaria sono dibattute, essenzialmente per incertezza sul rapporto rischio-beneficio: numerosi studi clinici randomizzati e metanalisi non hanno infatti dimostrato un chiaro beneficio clinico, poich\u00e9 la riduzione degli eventi aterotrombotici risultava controbilanciata dall\u2019aumento del rischio di sanguinamento. Tuttavia la prevenzione primaria \u00e8 estremamente disomogenea in termini di rischio cardiovascolare. Alla luce dell\u2019analisi dei risultati dei pi\u00f9 recenti trial, tramite una meta-regressione riguardo ai benefici e ai rischi connessi alla terapia con aspirina in funzione del rischio di eventi cardiovascolari avversi maggiori (MACE) a 10 anni, proponiamo un approccio mirato in grado di individuare la giusta categoria di pazienti in prevenzione primaria da sottoporre a profilassi con aspirina. Dopo controllo ottimale dei fattori di rischio, e in pazienti &lt;70 anni, i cardiologi clinici dovrebbero eseguire un\u2019attenta valutazione individuale del rischio di MACE e basare la decisione terapeutica su tale stratificazione, tenendo conto del rischio di sanguinamento e delle preferenze del paziente. L\u2019analisi del beneficio clinico netto derivante dalla somministrazione di aspirina permette di identificare nei pazienti a rischio cardiovascolare intermedio-alto (frequenza di MACE &gt;10% a 10 anni) e senza rischio proibitivo di sanguinamento, una popolazione in cui i benefici nella riduzione di eventi aterotrombotici superano il rischio di eventi emorragici. Il beneficio derivante dalla terapia antitrombotica risulta inoltre amplificato dal simultaneo trattamento con gastroprotettori e degli altri fattori di rischio cardiovascolare, principalmente la dislipidemia e l\u2019ipertensione.<\/jats:p>","DOI":"10.1714\/3881.38640","type":"journal-article","created":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T21:55:19Z","timestamp":1769464519000},"source":"Crossref","is-referenced-by-count":0,"title":["L\u2019aspirina in prevenzione cardiovascolare primaria \u2013 un aggiornamento al 2022"],"prefix":"10.1714","volume":"23","author":[{"given":"Erica","family":"Michelotti","sequence":"first","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Francesco","family":"Negro","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Riccardo","family":"Morganti","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Raffaele","family":"De Caterina","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]}],"member":"55112","container-title":["Giornale Italiano di Cardiologia"],"original-title":[],"deposited":{"date-parts":[[2026,1,26]],"date-time":"2026-01-26T21:55:19Z","timestamp":1769464519000},"score":1,"resource":{"primary":{"URL":"https:\/\/www.giornaledicardiologia.it\/articoli.php?archivio=yes&vol_id=3881&id=38640"}},"subtitle":[],"short-title":[],"issued":{"date-parts":[[2022,10,1]]},"references-count":0,"journal-issue":{"issue":"10","published-print":{"date-parts":[[2022,10,1]]}},"URL":"https:\/\/doi.org\/10.1714\/3881.38640","relation":{},"ISSN":["1827-6806"],"issn-type":[{"value":"1827-6806","type":"print"}],"subject":[],"published":{"date-parts":[[2022,10,1]]}}}