{"status":"ok","message-type":"work","message-version":"1.0.0","message":{"indexed":{"date-parts":[[2026,5,1]],"date-time":"2026-05-01T21:04:34Z","timestamp":1777669474004,"version":"3.51.4"},"reference-count":0,"publisher":"Il Pensiero Scientifico Editore","issue":"5","content-domain":{"domain":[],"crossmark-restriction":false},"short-container-title":[],"published-print":{"date-parts":[[2026,5,1]]},"abstract":"<jats:p>\u00c8 noto che una quota consistente di pazienti non riesce a raggiungere determinati obiettivi terapeutici, in particolare in ambito preventivo o nel trattamento di condizioni croniche. Una delle cause \u00e8 l\u2019inerzia terapeutica, quale risultato di un\u2019interazione complessa tra molteplici fattori, che comprendono non solo il medico ma anche il paziente, con la sua attitudine all\u2019aderenza, e i vincoli organizzativi del sistema sanitario. La letteratura scientifica suggerisce una ripartizione del peso della responsabilit\u00e0 dell\u2019inerzia terapeutica attribuendolo per il 50% a fattori correlati al medico, per il 30% a fattori correlati al paziente e per il restante 20% a barriere del sistema sanitario. Questa visione a compartimenti stagni risulta fuorviante perch\u00e9 non \u00e8 in grado di cogliere la profonda interconnessione dei diversi elementi e come essi si vadano ad autoalimentare in un circolo vizioso che condiziona l\u2019agire terapeutico. Il processo decisionale del medico \u00e8 tutt\u2019altro che razionale e algoritmico, \u00e8 influenzato da bias cognitivi, scorciatoie mentali e pressioni di contesto che possono condurre a errori sistematici. Il paziente non \u00e8 mai un attore passivo: le sue paure, percezioni e comportamenti, giocano un ruolo cruciale nel determinare dinamiche relazionali che influenzano il ragionamento clinico e danno origine a interazioni in cui per il curante evitare il conflitto determina una perdita di opportunit\u00e0 terapeutiche. L\u2019inerzia che origina dal clinico \u00e8 un comportamento composito, che pu\u00f2 consentire di identificare almeno quattro profili ricorrenti, definibili \u201cfenotipi di inerzia terapeutica\u201d: disinformato, esitante, rigido, sopraffatto. Ogni fenotipo \u00e8 caratterizzato da un diverso livello di consapevolezza ed \u00e8 sostenuto da bias cognitivi oltre che da specifiche difficolt\u00e0 relazionali con le diverse tipologie di pazienti. Non esistono soluzioni univoche per sostenere le modifiche dei comportamenti, tuttavia alcuni profili risultano essere pi\u00f9 suscettibili al cambiamento di altri. Identificare i fenotipi di inerzia \u00e8 quindi solo il primo passo, in quanto per la pratica clinica \u00e8 decisamente rilevante se e come possono essere modificati. Si tratta quindi di sviluppare una griglia interpretativa per riconoscere i pattern ricorrenti di inerzia e quali potrebbero costituire le pi\u00f9 efficaci strategie correttive.<\/jats:p>","DOI":"10.1714\/4687.47022","type":"journal-article","created":{"date-parts":[[2026,4,29]],"date-time":"2026-04-29T07:53:08Z","timestamp":1777449188000},"source":"Crossref","is-referenced-by-count":0,"title":["Inerzia terapeutica: fattori correlati al medico, al paziente, al sistema e possibili strategie di intervento"],"prefix":"10.1714","volume":"27","author":[{"given":"Marco","family":"Vatri","sequence":"first","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Elisabetta","family":"Angelino","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Marco","family":"Ambrosetti","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Andrea","family":"Faggiano","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Pompilio","family":"Faggiano","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]},{"given":"Francesco","family":"Fattirolli","sequence":"additional","affiliation":[],"role":[{"role":"author","vocabulary":"crossref"}]}],"member":"55112","container-title":["Giornale Italiano di Cardiologia"],"original-title":[],"deposited":{"date-parts":[[2026,4,29]],"date-time":"2026-04-29T07:53:09Z","timestamp":1777449189000},"score":1,"resource":{"primary":{"URL":"https:\/\/www.giornaledicardiologia.it\/articoli.php?archivio=yes&vol_id=4687&id=47022"}},"subtitle":[],"short-title":[],"issued":{"date-parts":[[2026,5,1]]},"references-count":0,"journal-issue":{"issue":"5","published-print":{"date-parts":[[2026,5,1]]}},"URL":"https:\/\/doi.org\/10.1714\/4687.47022","relation":{},"ISSN":["1827-6806"],"issn-type":[{"value":"1827-6806","type":"print"}],"subject":[],"published":{"date-parts":[[2026,5,1]]}}}